Mastoplastica additiva: protesi rotonda o protesi anatomica?

Protesi rotonda o protesi anatomica per l’ingrandimento del seno?
Cosa è meglio?
E’ comune tra le candidate pazienti di mastoplastica additiva porsi questa domanda prima di decidere di effettuare l’intervento di aumento del seno. Generalmente l’idea che si ha sul tipo di protesi è quella di associare le protesi rotonde ad un seno innaturale e molto grande, mentre le protesi anatomiche portano ad un risultato di un seno naturale, ma cadente.
La verità è che la scelta di un tipo di impianto protesico rispetto ad un altro dipende dalla conformazione fisica di ogni paziente.

Per spiegare al meglio i diversi tipi di protesi illustreremo in dettaglio quali sono le protesi rotonde e anatomiche e le differenze tra loro.

Protesi tonde per l’aumento del seno

Le protesi tonde, sono molto utilizzate e presentano una forma simmetrica con una base di appoggio sul torace rotonda ed un aspetto cupoliforme. Sono commercializzate in differenti volumi , diametri e con diverse proiezioni (basso, medio ed alto profilo). Non sono protesi mammarie preformate e la loro forma, una volta inserite, risente della forza di gravità alla quale sono sottoposte e della pressione dei tessuti circostanti.

Protesi anatomiche per l’ingrandimento del seno

Le protesi anatomiche, negli anni si sono perfezionate rispetto a quando sono state introdotte 20 anni fa. Questo tipo di protesi presenta una forma asimmetrica con una base ovalare di differenti possibili larghezze ed altezze ed una forma predefinita con una maggiore proiezione dei poli inferiori rispetto ai poli superiori. Il loro aspetto a “goccia” è dato dal possibile utilizzo di un gel di silicone interno alla protesi più coesivo, ovvero più rigido, che consente alla protesi di mantenere la sua forma originaria risentendo minimamente delle forze di gravità e della pressione dei tessuti circostanti cui viene naturalmente soggetta una volta impiantata.

Si tratta quindi di protesi concettualmente diverse, ma nonostante ciò la loro coesistenza sul mercato da così tanto tempo dimostra che nessuno dei due tipi di protesi porti a dei vantaggi estetici rispetto all’altro. Le complicanze collegate all’utilizzo di protesi rotonde o anatomiche sono simili, ma va segnalata la raissima rotazione spontanea sul proprio asse degli impianti anatomici che può far apparire  asimmetrie correggibili spontaneamente, con manovre particolari o chirurgicamente con un altro intervento chirurgico. Per la simmetria della loro forma le protesi rotonde non sono soggette a questo tipo di complicanza.

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