Mastoplastica additiva: posizionamento delle protesi

Aumento del seno: protesi sopra o sotto il muscolo? Quale è la tecnica migliore?

Nell’intervento di mastoplastica additiva le protesi mammarie possono essere posizionate in diverse profondità, o come si dice chirurgicamente per “piani” a seconda dei casi. In particolare ci sono tre tipi di possibili posizionamenti.
Per questo motivo, è importante prima conoscere la normale anatomia del seno:

Anatomia del seno
Dall’esterno (superficiale) all’interno, le parti principali che troviamo sono:

  • Pelle
  • Tessuto adiposo(grasso): sotto la pelle c’è del tessuto sottocutaneo, composto principalmente da grasso. A seconda della paziente, questo strato avrà più o meno spessore.
  • Ghiandola mammaria: la ghiandola mammaria è un organo che serve all’allattamento. Pertanto, le tecniche che rispettano questa ghiandola senza danneggiarla saranno sempre più vantaggiose.
  • Fascia del muscolo grande pettorale: è la copertura del muscolo che assomiglia a un sottile strato trasparente che allinea il muscolo.
  • Muscolo pettorale: è un muscolo importante posizionato sotto l’ascella e che si attiva portando il braccio al corpo e ruotando la spalla verso l’interno.
  • Parete toracica (costole).
Anatomia del seno non operato

Tecniche d’impianto protesi mammarie

A seconda della profondità nel posizionamento delle protesi, parliamo di:

  • Sottoghiandolare: sotto la ghiandola e sopra il muscolo.
  • Sottofasciale: sotto la fascia muscolare (molto simile alla tecnica sottoghiandolare).
  • Sottomuscolare: la protesi è posizionata sotto il muscolo del pettorale, quindi si trova su un piano più profondo.
  • Tecnica Dual Plane: consiste in una combinazione tra sottomuscolare e sottoghiandolare come vedremo in seguito.

Il livello in cui è posizionata la protesi è importante, poiché da esso dipenderanno: maggiore o minore visibilità della protesi, forma del seno, rischio di complicazioni, etc…

Posizionamento protesi sottoghiandolare (sopra il muscolo)

Non è più fra le tecniche adottate negli ultimi anni, tuttavia, in alcuni casi ha ancora la sua indicazione e alcuni chirurghi plastici continuano ad usarlo regolarmente.

Protesi del seno in posizione sottoghiandolare (sopra il muscolo e sotto la ghiandola)

Vantaggi del posizionamento protesi sottoghiandolare

  • Minore propensione al seno cadente: essendo a contatto con la ghiandola la protesi esercita una maggiore pressione sul seno, per questo motivo viene visto un vantaggio nei seni leggermente cadenti in cui non è necessario eseguire una pexia. L’impianto spingendo sulla ghiandola mammaria in seni cadenti lo sosterrebbe maggiormente, poiché non vi è nulla di interposto tra la protesi e la ghiandola mammaria.
  • Non mobilità della protesi quando si contrae il muscolo: essendo sopra il muscolo, anche se contratto, il seno rimarrà fermo, come nel caso delle pazienti con impianti sotto il muscolo.
  • Meno dolore postoperatorio: le pazienti operate con questa tecnica sottoghiandolare riportano meno dolore. Semplice, perché l’impianto è collocato in un luogo circoscritto e con meno terminazioni nervose. Questo vantaggio, tuttavia, è valido solo per i primi 4-7 giorni nella maggior parte dei casi e, quindi, a lungo termine ha poca o nessuna importanza di fronte alla scelta.

Svantaggi del posizionamento sottoghiandolare

  • Protesi “increspate”
rippling protesis
Esempio di increspatura del seno (rughe) nella protesi mammaria.
  • Maggiore visibilità della protesi: quando l’impianto è molto superficiale, specialmente in pazienti molto magre, è comune vedere l’inizio della protesi nella parte superiore (scollatura). Nelle pazienti che sono meno magre o che hanno più seno, questo di solito non si verifica.
  • Contrattura capsulare: sebbene sia un argomento discusso, i dati indicano che il rischio di rigetto a lungo termine di impianti posizionati sopra il muscolo è più frequente.
  • Maggiore rischio di sanguinamento: sebbene il rischio sia basso, con questa tecnica sembrerebbe più frequente il rischio avere un sanguinamento (complicanza) nei primi giorni rispetto al posizionamento sottomuscolare (sotto il muscolo).
  • Maggiore rischio di increspatura: l’increspatura è una deformità visibile che porta a delle pieghe nella protesi, specialmente nella scollatura. Quando non è coperto da muscoli, il rischio di vedere queste pieghe è maggiore.

Posizionamento protesi sottomuscolare (sotto il muscolo)

Il piano sottomuscolare (sotto il muscolo) è il più usato oggi. Circa l’80% delle donne sottoposte ad aumento del seno oggi decide per questa tecnica. Il muscolo pettorale allinea l’impianto, rende la protesi più profonda e protetta.

Protesi in posizione sottomuscolare (sotto il muscolo pettorale). Notare come il muscolo ricopre virtualmente l’intero impianto, a differenza della tecnica “Dual Plane”, in cui solo la parte superiore dell’impianto è rivestita.

Vantaggi del posizionamento protesi sottomuscolare

  • Meno visibilità dell’impianto: la protesi è più profonda e riparata e quindi meno visibile e meno percepibile al tatto, il che contribuisce a un aspetto più naturale soprattutto nelle pazienti magre.
  • La protesi regala un decolletè più naturale.
  • Minore rischio di rigetto (contrattura capsulare)
  • Minor rischio di sanguinamento postoperatorio

Svantaggi del posizionamento protesi sottomuscolare

  • Postoperatorio più doloroso: non sempre, ma in alcuni pazienti, il piano sottomuscolare è più doloroso. In ogni caso si tratta dei primi giorni e, nel tempo, nella maggior parte dei casi il dolore scompare. I vantaggi del posizionamento sotto il muscolo rendono questo inconveniente non un fattore decisivo e ne giustifica l’uso.
  • Effetto del seno che “si muove”: quando si fa forza con i pettorali  contraendoli, gli impianti si sollevano leggermente e con il rilassamento si abbassano. Questo è un effetto normale, che è curioso per molte donne ma non crea ulteriori problemi a lungo termine.
  • Minore azione sulla ghiandola (seno leggermente cadente)
  • Nelle donne che sono atlete professioniste o che praticano molto sport facendo lavorare soprattutto la parte superiore del corpo, gli impianti in questa posizione possono causare problemi o perdita di forza. In questi casi, è possibile valutare l’utilizzo della tecnica sottoghiandolare.

Posizionamento protesi tecnica Dual Plane

Tecnica Dual Plane. Nota come il muscolo copre solo la parte superiore dell’impianto, lasciando quello inferiore a contatto con la ghiandola.

Come abbiamo visto, ogni posizionamento ha i suoi vantaggi e svantaggi, e anche se sottomuscolare sembra chiaramente il meglio, per la maggior parte delle pazienti, questa tecnica ha il grande svantaggio che il seno risulti un pochino cadente, essendo che la protesi non è in contatto con la ghiandola, non si ha quell’effetto di spinta e relativo riposizionamento del seno.

Per ottenere questo, è stata ideata una nuova tecnica Dual Plane che consiste nel fare un taglio al muscolo in modo che sia riposizionato più in alto e copra solo parte della protesi. A seconda del risultato che si vuole ottenere, possiamo aumentare più o meno il muscolo. Questo porta molti vantaggi a livello di sicurezza e visibilità della protesi.  Oggi questo procedimento è considerato l’ideale per la maggior parte degli interventi di mastoplastica additiva.

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